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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Tregnago
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mwigTregnago (mwiwTregnàgo in mwjavenetocite-ref-dialetto-5-0[5]) è un mwkqcomune italiano di mwkg5 062 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlwprovincia di Verona in mwmaVeneto.

Fa parte della mwmgComunità montana della Lessinia e della mwmwVal d'Illasi.

Contents

Storia
Simboli
Ville
Musei
Sport
Note

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Geografia fisica

Il paese sorge all'altezza della media mwnwVal d'Illasi a circa 26mwoa km da Verona.

Il territorio comunale si estende sulle colline alle pendici dei Monti Lessini ed è delimitato a nord da mwogBadia Calavena, a nordest da mwowVestenanova, ad est da mwpaSan Giovanni Ilarione, a sudest da mwpqCazzano di Tramigna, a sud da mwpgIllasi, a sudovest da mwpwMezzane di Sotto, ad ovest da Verona ed infine a nordovest da mwqaSan Mauro di Saline.

La struttura urbanistica di Tregnago è basata su due strade quasi parallele: l'antica via Maestra, attuale via mwqgCarlo Cipolla, e l'antica via Pezzòlo, attuale via San Martino, lungo le quali sono sorte le case contadine esposte verso ovest. Le case più antiche e le ville fatte costruire dal mwqwXVII secolo in poi da famiglie provenienti dalla città sono invece rivolte verso sud: si creano così tra esse i vicoli che uniscono le due strade principali.

Nei secoli scorsi l'attività più praticata da coloro che risiedevano nella zona è stata l'mwrqagricoltura e il paesaggio agrario rimane il simbolo più importante dell'interazione fra l'uomo e la sua terra. Tipiche del paesaggio agrario sono le corti, le case rurali e le contrade intorno a cui si dipanano le strade e i campi coltivati.

Tregnago, a differenza del resto della valle, non ha mai avuto serie carenze d'acqua. Confluiscono infatti nel suo territorio tre piccole valli e i rispettivi torrenti che, nei secoli scorsi, non potendo raggiungere con facilità il Progno si disperdevano formando pozzanghere ed acquitrini. L'acqua potabile era fornita in passato al paese da diverse sorgenti, tra cui quella del Pisocco, lontana dal paese più di un chilometro, incanalata già all'inizio del mwrwXVI secolo. A testimonianza di una certa abbondanza d'acqua ci sono ancora le antiche fontane del paese, per la maggior parte in disuso, dove si abbeveravano gli animali e si lavava la biancheria. Il centro del paese conserva le caratteristiche del passato con le sue tre chiese di cui due, la parrocchiale e antica pieve e quella della Disciplina o di San Martino, sono situate a nord in una posizione ancora periferica. La moderna zona industriale, che è stata edificata negli ultimi decenni a sud, dove prima c'era campagna, non ha modificato le caratteristiche del paese.

Origini del nome

Sull'origine del toponimo si è molto dibattuto: un'ipotesi lo fa derivare dal nome di persona latino, mwsgTrinius o mwswTernius o mwtaTerinius; un'altra asserisce che derivi da mwtqTraniacus che indica la presenza sul territorio di tre castelli: quelli di Tregnago, Cogollo e Marcemigo. Alcuni storici affermano altresì che esso proviene da Terminiacum o Terminiacus, che significa termine, fine, confine dell'impero romano. A parte il dio terminum e i limiti confinari che egli preservava, mancando qualsiasi resto archeologico d'epoca romana, ci si deve concentrare sulla prima o prime volte che il nome comparve negli scritti, documenti o atti di notai, che mediamente compaiono nel medioevo. Se prendiamo l'attuale nome la derivazione potrebbe essere da mwtgTriniagus, quindi da mwtwtre-agus, cosa possibile se prendiamo in considerazione la frazione di Marcemigo. Chi non conosce Marcemigo di Tregnago o guarda da satellite il largo e sassoso torrente Progno, non penserebbe che poco distante c'erano alcune piccole paludi, frutto dell'accumularsi di acqua nella stessa valle, di 2 piccoli affluenti, bloccati parzialmente dall'accumulo di detriti anche fini, che fanno calare il deflusso idrico. Tregnago, a differenza del resto della valle, non ha mai avuto serie carenze d'acqua anche per questo. L'idronimo mwuamarce, deriva proprio dagli idronimi greco-etruschi che hanno a che fare con acqua nel senso di acqua di lago o palude. La radice di partenza è mwuqmar, che con l'aggiunta di mwugce, fa differenziare in marcio-marcescente, come le acque di palude stagnanti. Il 3 di tregnago-3gnago può quindi definire i tre torrenti. Considerato che l'altra parola se differenziata in mwuwgnago con la i davanti, diventa ignago (paese)e mwvaignis in latino fuoco, toponimo già varie volte presente nel Veneto in zone di torrenti a fondo sassoso, che in estate diventano roventi e sanza acqua, sembra l'esatto opposto di Marcemigo pieno d'acqua.

Storia

Le origini

I ritrovamenti archeologici attestano la presenza di insediamenti umani fin dalla mwwapreistoria. Iscrizioni ed oggetti di età romana, tra cui un piccolo mwwqlare in bronzo del mwwgI secolo a.C., ci permettono di evincere che Tregnago in quel periodo era un villaggio piuttosto popoloso e che la zona era effettivamente di frontiera con l'area di cultura mwwwretica, data anche la vicinanza alla mwxavia Postumia realizzata nel mwxq148 a.C. inizialmente per controllare i confini e poi come rete commerciale. Tregnago deriva dal latino mwxgTerminiacus = confine. Era al confine dell'impero romano. Tre chilometri a sud di Tregnago si trova Cellore da mwxwCellule = prigioni. Un chilometro a sud di Cellore c'è Capovilla da mwyaCaput Villae = inizio dell'impero, più vero è Capovilla superiore del paese di Illasi, in contrapposizione di Capovilla inferiore sempre di Illasi che comprende le località Cale, Brea, Torcolo e Concoreggi. Ancora due chilometri a sud (7 da Tregnago) c'è Domegiano da mwyqDomus Jani = Casa di Giano (forse un governatore). Questa versione è troppo intellettuale essendo il nome storico: mwygMean, ovvero contrada di mezzo tra il paese e l'altra contrada di Giara. Nei primi anni cinquanta sul monte Precastio (dal latino mwywPre castra = prima degli accampamenti) è stata trovata una daga ed altri oggetti. A 12 chilometri a sud si trova Caldiero da mwzaCalidarium = Terme. Lì infatti c'è una sorgente di acqua calda.

Medioevo

Nel primo mwzwMedioevo la pieve di San Martino divenne centro di raccolta per la popolazione cristiana dell'alta valle: la sua titolarità ci permette di collocare la sua origine nell'età mwaafranca e quindi nel mwaqVII-mwagVIII secolo d.C.

Nel mwbaIX secolo, in seguito alle invasioni mwbqungare, gli abitanti della campagna si riunirono intorno ai luoghi fortificati per cui divennero importanti i castelli costruiti dai vescovi, dagli abati o dai signori: uno di questi era quello posto su un colle a est di Tregnago, di cui si hanno notizie dal mwbgXII secolo, che servì come riparo per la popolazione. Per tutto il Medioevo, tuttavia, la storia del paese rimase legata a quella del monastero di San Pietro, divenuto poi di San Pietro, Vito e Modesto di mwbwBadia Calavena che, essendo proprietario di molte terre nella zona, le affidava in cambio di livelli ai contadini locali. Dal mwcaXIV secolo in poi le vicende del monastero si intrecciarono sempre più con quelle della pieve di Santa Maria di Tregnago la cui chiesa era stata costruita a fianco della chiesa di san Martino gravemente lesionata dai terremoti del mwcq1116 e del mwcg1182.

La frazione di mwdaCogollo fu una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il mwdqXI secolo e il mwdgXIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli mwdwEzzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel mwea1260.

L'abitato dell'attuale capoluogo nel mweg'300 appariva già con una struttura bipolare nei suoi due nuclei storici: il mwewVicus de Supra ed il mwfaVicus de Subctus, chiamato in alcuni documenti anche contrada mwfqSancti Egidii. L'insediamento era caratterizzato da abitazioni costruite attorno a corti centrali chiuse ed aveva il suo centro nella casa comunale che si affacciava sull'attuale piazzetta Sant'Egidio.

La Repubblica di Venezia

Nei primissimi anni del mwgaQuattrocento, all'epoca in cui Verona, città e provincia, passò sotto il dominio della mwgqRepubblica di Venezia, a Tregnago risiedevano esponenti della classe dirigente cittadina che, oltre ad esercitare la funzione vicariale, avevano la casa d'abitazione e ottenevano a livello beni fondiari. Negli ultimi decenni del secolo, anche in questa zona si intensificò la penetrazione della proprietà fondiaria cittadina che portò, agli inizi del secolo successivo, all'arrivo in paese di importanti famiglie urbane come i mwggFracanzani e i mwgwCipolla che qui avrebbero costruito le loro ville.

Nel mwhqCinquecento il monastero di San Pietro, Vito e Modesto e la pieve di Santa Maria di Tregnago con le relative dipendenze furono annessi al monastero cittadino di San Nazaro. In paese i larghi spazi liberi ancora presenti tra il centro civile e quello religioso furono colmati dalla costruzione tra il mwhg'600 e il mwhw'700 delle ville e residenze dominicali che si aggiunsero a quella quattrocentesca dei Casari, in contrada Ortelle, e a quella cinquecentesca dei Cipolla.

Nel mwiq1771 quando i beni del monastero di San Nazaro nella Bassa Calavena furono messi all'asta, la Comunità di Tregnago li rilevò entrando così in possesso dei terreni, delle decime delle terre e di alcuni di livelli, ma acquistò anche il diritto di eleggere il parroco anche se con l'obbligo di farne approvare la nomina dall'autorità vescovile per l'approvazione e di provvederlo di un salario.

L'aggregazione delle comunità

Tregnago è il risultato dell'aggregazione di più comuni in passato autonomi. Nell'epoca napoleonica si aggregarono tra loro le comunità di Tregnago, Cogollo e Marcemigo. Nel mwja1954 anche Centro entrò a far parte del comune di Tregnago come frazione. Le quattro comunità, tuttavia, avevano già avuto in passato molti contatti sia per la vicinanza territoriale sia per la presenza unificante prima dell'abbazia della Calavena e della pieve di Santa Maria e, in seguito, per la costituzione del vicariato dipendente dal comune di Verona, comprendente, oltre a Tregnago, Marcemigo, Cogollo, Centro, Bolca, Vestena e Castelvero.

Simboli

Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 24 luglio 1929.cite-ref-6[6]

«D'azzurro, al

castello

di tre torri, merlato alla ghibellina, al naturale, aperto, finestrato e murato di nero, fondato su di una

pianura

erbosa di verde, al palo ondato d'argento, movente dalla porta del castello; il castello sormontato da tre stelle di sei raggi d'oro

male ordinate

. Ornamenti esteriori da Comune.»

IL gonfalone è un drappo di verde al bordo diminuito di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose


Probabilmente per un periodo chiesa plebana, è stata sede nel tardo Medioevo e in età moderna di compagnie religiose. È in stile romanico con interno ad aula unica.

• Chiesa di Sant'Egidio - mwnwXIV secolo

Attestata fin dal mwoq1304 ma consacrata nel mwog1496, è sempre stata frequentata dai tregnaghesi che la preferivano alla pieve per la sua posizione centrale. L'attuale chiesa è il risultato di una radicale opera di ingrandimento e ristrutturazione eseguita nel mwowSettecento. Al suo interno ospita un dipinto del mwpaBrusasorci raffigurante la mwpqMadonna con il Bambino, sant'Anna e san Michele.


Costruita dopo la rovinosa caduta, nel mwqw1878, dell'antico campanile sulla precedente chiesa plebana di Santa Maria Assunta che ne risultò gravemente danneggiata, ma in seguito ulteriormente ampliata, l'attuale chiesa è stata inaugurata nel mwra1922. È in mwrqstile romanico a tre navate con soffitto a volta sostenuto da pilastri alternati a colonne. Le volte sono interamente decorate con figure di patriarchi, profeti, evangelisti e dottori della Chiesa. Dell'antica pieve rimangono solo il protiro ora posto sulla facciata della chiesa della Disciplina e il battistero ottagonale in marmo rosso fatto costruire nel mwrg1438 dall'arciprete Jacopo Rubeo.

Ville

• Il Legato Casaro - mwywXV secolo

La casa, il cui primo nucleo è di origine quattrocentesca, e il brolo furono donati nel mw0q1630, con lascito testamentario, al comune di Tregnago da don Francesco Casari, sacerdote che si occupava della chiesa di Sant'Egidio con l'obbligo per il comune di far celebrare una messa ogni venerdì nella chiesa di Sant'Egidio. Recentemente ristrutturato, è divenuto sede di importanti associazioni del paese.

• Villa Pellegrini - mw1aXVIII secolo

Sede del Municipio, è stata costruita nel mw1gXVIII secolo e all'interno ospita affreschi di mw1wAndrea Porta. Il suo giardino ora costituisce la piazza principale del paese dedicata ad Abramo Massalongo.

• Villa Cavaggioni - mw2gXV secolo

Situata nei pressi del castello, è stata dapprima proprietà della famiglia Franchini. Rappresenta il risultato di molteplici ristrutturazioni ed è circondata da un parco che ospita specie botaniche in parte esotiche.

• Villa Cipolla - mw3gXVI secolo

Costruita nel mw4aXVI secolo dalla famiglia cittadina dei Cipolla, disponeva di un oratorio privato visitato nel mw4q1763 dal vescovo Nicolò Giustiniani. Circondata da un alto muro e completamente restaurata nel mw4gXIX secolo, è stata residenza estiva del noto storico mw4wCarlo Cipolla.

• Villa Fracanzani - Ferrari dalle spade - mw5gXVI secolo

Costruita dal ramo veronese dei mw6aFracanzani vicino alla chiesa di Sant'Egidio, quella attuale è il risultato di molti rifacimenti tra cui quello avvenuto nel '700 in concomitanza con quello della vicina chiesa.

Fortificazioni

• Castello - mw8aXI secolo

Situato su un colle ad est del paese e costruito tra l'mw8gXI e il mw8wXII secolo sui resti di un'antica fortificazione romana, era un recinto fortificato destinato ad accogliere la popolazione e il bestiame in caso di attacchi provenienti da nord e da nord-est. Del castello rimangono solo pochi resti tra cui la torre pentagonale ormai diroccata e la torre dell'orologio, via di accesso al complesso, in parte rifatta, sulla quale è visibile un affresco del mw9aXIV secolo raffigurante la Madonna con bambino e una figura in ginocchio. Nel primo fine settimana di settembre l'associazione ludico-culturale The Inklings organizza una Festa Medievale con il passaggio di proprietà del castello da Cangrande della Scala alla cittadinanza tregnaghese.

Monumenti

• Tiro a Segno

Dopo il mw-q1870 furono istituiti i distretti militari e le località dove essi avevano sede erano i Mandamenti. Anche Tregnago era un Mandamento, quindi in paese si svolgevano le attività di reclutamento. Collegate a tale attività erano anche le esercitazioni militari. Il Tiro a Segno era il luogo dove si svolgevano tali esercitazioni, in modo specifico quelle del tiro alle sagome.

• Cementificio

Grazie all'interessamento dell'allora sindaco Gaetano Battisti e del parroco don Vittorio Costalunga, il 5 febbraio mwaqe1922 venne posta la prima pietra del cementificio dell'Italcementi, noto come "i Forni" che mutò l'economia locale prima basata sull'agricoltura. Per realizzare il progetto di costruzione della nuova fabbrica, le istituzioni pubbliche del paese assolsero a tutte le richieste dell'Italcementi: elettrificazione della tramvia, canalizzazione delle acque di Giazza e acquisto del terreno sul quale edificare. I cittadini stessi fondarono un Comitato per comperare il terreno che costò lire 18.750. Nel 1923 "i Forni" iniziarono la loro attività di produzione. Molti tregnaghesi, e non solo, vi trovarono lavoro e garantirono alle proprie famiglie maggior benessere: la ditta titolare offriva ai figli degli operai soggiorni al mare e dava borse di studio ai più meritevoli. Nella fabbrica vi erano all'inizio dieci forni verticali che producevano calce idraulica. Tra il 1924 e il 1928 vennero installati tre forni rotanti per la produzione di cemento portland artificiale. La fabbrica utilizzava come materia prima le pietre calcaree provenienti dal vicino monte Tomelon. I massi più grandi, prima di scendere a valle, venivano frantumati e mescolati con l'argilla; il materiale veniva poi caricato sui carrelli della teleferica e giungeva sino alla fabbrica dove veniva ulteriormente lavorato per poi entrare negli altoforni. Con il cemento 680 prodotto a Tregnago vennero costruiti il Ponte Mestre-Venezia, il Muraglione del Ponte Re Teodorico, il Ponte della Vittoria a Verona e il Ponte sul Mincio a Peschiera. Nel 1955, conclusa la guerra, per la necessità di ricostruire il paese, la fabbrica arrivò a contare 209 dipendenti, ma negli mwaqmanni sessanta le scelte economiche della famiglia Pesenti, titolare dello stabilimento, portarono all'apertura di nuovi stabilimenti più produttivi che segnarono il lento declino dei Forni di Tregnago portandolo alla definitiva chiusura nel mwaqq1973. Una parte dello stabilimento rimane come testimonianza archeologica industriale, un'altra è stata adibita alla costruzione di importanti strutture per il paese quali una palestra, l'Auditorium e la nuova scuola di Tregnago, inaugurata nel 2012.

• Lavatoi

I lavatoi e le incluse fontane sono dislocati nel capoluogo e nelle frazioni in luoghi facilmente accessibili. Il più antico si trova vicino alla chiesa parrocchiale, altri si trovano in paese in via Rì, a Marcemigo, a Scorgnano e a Cogollo. La loro importanza, sottolineata dalle ragguardevoli strutture quadrangolari e coperte in cui sono inseriti, era legata alla funzione che svolgevano ma anche al fatto che erano dei punti d'incontro tra le persone. Nella parte storica del paese dove anticamente c'era il Lago Nuovo, in seguito fu costruita la grande vasca dodecagonale in pietra con delle rientranze da cui sgorga l'acqua dotate di piani inclinati su cui veniva fatto il bucato.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-7[7]

Cultura

In via dei Bandi si trova la casa dove nel mwaty1824 nacque mwatcAbramo Massalongo, il grande mwatgnaturalista che dedicò gran parte della sua breve vita (morì di tubercolosi a 36 anni) allo studio della mwatkflora del Veneto, delle grotte e dei mwatofossili. Quanto egli aveva raccolto costituì il primo nucleo del mwatsMuseo di Scienze Naturali di Verona. A Verona, la via che collega Piazza Santa Anastasia al Liceo Ginnasio Scipione Maffei, porta il suo nome.

Musei

• Museo del ferro battuto

Si trovava nella frazione di Cogollo, nei pressi della scuola elementare e della Chiesa Parrocchiale. È stato chiuso e le opere contenute sono state trasferite in alcuni locali di Villa Pellegrini (ex municipio al cui pianterreno è sistemata la biblioteca comunale) e sono visitabili nelle ore di apertura del municipio nuovo.

Offre ai suoi visitatori un'ampia panoramica dell'arte della lavorazione del ferro battuto praticata da secoli in questa zona, ma nota a livello mondiale grazie all'attività iniziata da Roberto da Ronco conosciuto come Berto da Cogòlo (mwaue1877-mwaui1957), le cui produzioni si trovano tuttora nelle case di noti personaggi della cultura, del cinema e della politica internazionale. Dopo di lui, a Cogollo e nei dintorni, sono sorte nuove botteghe: quelle degli ex allievi diventati, a loro volta, maestri noti nel mondo che, insieme al loro predecessore, hanno reso celebre questo piccolo e tranquillo angolo della collina veronese ricco di storia e di tradizioni tutte da scoprire.

Geografia antropica

Frazioni

Cogollo

Cogollo è un antico borgo sorto ai piedi di un castello di cui rimane solo qualche rovina. Il suo aspetto, con strade strette circondate da muri in pietra e piccole corti, rimane quello di una volta e ci rivela la storia di una piccola località i cui abitanti si sono dedicati, soprattutto in passato, alle attività agricole. Il suo sviluppo, però, nonostante la vicinanza, è avvenuto in maniera relativamente autonoma rispetto ai paesi circostanti. Il nome di Cogollo è legato all'artigianato del ferro battuto.

Marcemigo

Situato alla destra del Progno e collegato a Tregnago da un ponte del mwausXIX secolo, Marcemigo è raggruppato intorno alla chiesa di San Dionigi posta a mezza costa della collina. Una torre recentemente restaurata potrebbe indicare la presenza in loco di un castello tuttavia non documentato. Molti terreni in età medievale erano sotto la giurisdizione del monastero cittadino di mwauwSan Giorgio in Braida che nella costruzione che ora conosciamo come villa De Winckels raccoglieva i proventi delle decime e dei livelli pagati da coloro che lavoravano i campi. Il borgo conserva tuttora l'antico aspetto con viottoli circondati da muri di recinzione in pietra.

La chiesa di San Dionigi al suo interno accoglie affreschi del mwau4'300, epoca del suo maggior splendore che perdurò fino agli inizi del secolo successivo. In seguito la chiesa venne definita "cappella della pieve di Tregnago" perché ad essa assoggettata. Il suo interno fu più volte ritoccato nei secoli.

Finetti

Parte più collinare del comune, dalla parte opposta di Marcemigo, è composto per la maggior parte da monti di diverse contrade, come i Catazzi. Unico "luogo d'interesse" l'ormai spento vulcano Belloca.

Centro

Localmente mwavmSéntrocite-ref-dialetto-5-1[5], si trova sui monti opposti ai Finetti, collegato a Tregnago da Marcemigo. È formato da diverse contrade, come Masetto e Fornasa.

Scorgnano

Sita a poca distanza da Marcemigo a ridosso delle colline a ovest di Tregnago. La chiesa delle Sante Brigida e Felicita si trova all'inizio dell'abitato formato da case la cui struttura appare strettamente legata al lavoro dei campi.

L'antica chiesetta di Santa Brigida e Felicita venne visitata per la prima volta da un vescovo nel mwavs1530. Nel mwavw'600 venne ampliata e trasformata in santuario. Subì un ulteriore ampliamento nel corso del mwav0XVIII secolo e nel mwav41781 fu costruito il campanile.

Economia

L'economia locale rimase pressoché immutata per secoli. Le attività principali erano l'agricoltura e l'artigianato, fino agli inizi del mwaxoNovecento quando fu costruita la prima grande fabbrica della valle: il 5 febbraio mwaxs1922 venne posta la prima pietra del cementificio noto come "i Forni", raccordato alla suddetta tranvia, che per decenni avrebbe dato lavoro a molti tregnaghesi. Dopo di esso molte altre industrie di diverse dimensioni e piccoli laboratori sono sorti nella zona industriale a sud del paese.

Tregnago è nella zona di produzione del vino mwax0Valpolicella DOC, dell'mwax4Amarone della Valpolicella e del mwax8Recioto DOC È pure zona di produzione di un ottimo mwayaolio extra vergine d'oliva.

Vi sono alcune importanti industrie tra cui spicca la ditta automobilistica mwayiMOMO.

Infrastrutture e trasporti

Tregnago è interessata dal percorso della Strada Provinciale 10, che la mette in collegamento con la direttrice mwayuPadana Superiore a sud e con mwayyGiazza e l'alta mwaycVal d'Illasi a nord.

Fra il mwayk1883 e il mwayo1956 l'abitato era servito dal capolinea settentrionale della mwaystranvia Caldiero-Tregnago, diramazione della mwaywVerona-San Bonifacio che rappresentò il mezzo di trasporto principale per il collegamento di persone e merci fra mway0Verona e la bassa mway4Val d'Illasi. Soggetta nel corso della sua storia a diversi passaggi di gestione, la linea venne elettrificata nel mway81922. La tranvia fu sostituita nel mwaza1959 da una mwazefilovia, soppressa nel mwazi1980.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| maggio 1985 | giugno 1990 | Alfonsino Ercole | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 8 ] |
| giugno 1990 | aprile 1995 | Tosca Dal Forno | Lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| aprile 1995 | agosto 1996 | Antonio Zamboni | Lista civica | Sindaco | Dimissioni [ 8 ] |
| settembre 1996 | novembre 1996 | Paolo Crispino | | Commissario prefettizio | [ 8 ] |
| novembre 1996 | maggio 2001 | Mario Zampedri | Lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| maggio 2001 | maggio 2006 | Marco Pezzotti | Lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| maggio 2006 | maggio 2011 | Marco Pezzotti | Lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| maggio 2011 | giugno 2016 | Renato Ridolfi | Lista di centrodestra | Sindaco | [ 8 ] |
| giugno 2016 | ottobre 2021 | Simone Santellani | Lista Tregnago partecipa - Lega Nord | Sindaco | [ 8 ] |
| ottobre 2021 | in carica | Simone Santellani | Lista civica Tregnago partecipa | Sindaco | [ 8 ] |

Gemellaggi

Ollolai, dal 2002cite-ref-9[9]

Il comune fa parte del movimento mwacypatto dei sindaci cite-ref-10[10]

Sport

Ha sede nel comune la società U.S. Tregnago, società polisportiva nata nel 1976 che milita nei campionati FIPAV, FIP e CSI con squadre in categoria (Pallavolo, Basket, Karate, Ginnastiche per adulti); esiste anche una società di calcio A.C. Tregnago 1931 militante in mwac0Prima Categoria.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwadymwadcmwadgBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwadkdemo.istat.it, mwadoISTAT.
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.tregnago.vr.it.
• citerefsapere-itTregnago, su sapere.it, De Agostini.